2013 in Review!

Ecco anche quest’anno un Report di WordPress sulle statistiche del nostro blog!

Buon 2014!

Here’s an excerpt:

A San Francisco cable car holds 60 people. This blog was viewed about 3,400 times in 2013. If it were a cable car, it would take about 57 trips to carry that many people.

Click here to see the complete report.

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Pif in Islanda

pif

Per chi non conoscesse Pif questa é una buona occasione! In ogni caso questa é una puntata speciale perché con la sua telecamera é atterrato in Islanda. Non c’é bisogno che vi dica il perché trovo che sia speciale, lo scoprirete guardandola.

Ci sarebbero tante cose curiose da commentare, ma la cosa che trovo piú interessante é come il momento di crisi abbia dato il via ad un cambiamento, una svolta che ha toccato tutti i cittadini e li ha coinvolti come poche altre volte. Una cambiamento che senza la crisi probabilmente non sarebbe mai avvenuto.

pif 2

E il muro comincia a crollare..

muro di berlino

Grandioso!

Sono le 23.20 del 25/02/13, Vendola sta parlando. É perfetto, sta andando proprio come deve andare! Sta per fare l’ultimo passo, ormai ha avviato quel processo che solo pochi furbi hanno fiutato… Fra poco cederá la parola e la sua sinistra lo dimenticherá e si alleerá con Monti per dirigersi verso la fine, l’ultimo capitolo, the End!

Nel giro di pochi mesi insieme, governeranno male in un momento difficilissimo e apriranno la voragine che li fará affondare. Alle prossime elezioni il grande assente, l’impero Ottomano del XXI secolo sará proprio la sinistra!

Quella voragine andrá riempita, ed allora ho paura che rimmarrá in piedi ancora lui, ancora una volta come un foreman in bilico mentre Alí lo guarda crollare, con sullo sfondo la gente, povera, in un’Italia distrutta.

Ma basta con ste sciocchezze. Ho sempre pensato che per poter smuovere le coscienze delle persone fosse necessario toccare il fondo per poter ripartire. Ma non ci ho mai creduto veramente, un pó perché il sistema é globale e farebbe di tutto per non crollare e un po’ perché arrivati al fondo, si puó sempre scavare. Forse mi sbagliavo.

É questo il momento in cui le nuove idee germogliano. Il seme c’é, il mio/nostro si chiama demarchia!

Il 2012 di blog.demarchia.info!

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Cos’ha fatto questo Blog?  Direi che ha aperto una finestra su un tema importante come la Democrazia.  É un blog giovane, avrá tempo di farsi sentire! Per il momento si puó dire che l’interesse sulla Demarchia c’é! in molti hanno visto le pagine, pochi peró han lasciato commenti, ma migliorerá! Sempre piú persone si fermano a pensare sulla situazione attuale e cercano alternative. Noi ci saremo col blog a dare spunto a riflessioni su uno strumento importante come il sorteggio.

Al 2013!

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Introduzione

La demarchia è una forma di democrazia, alternativa alla democrazia elettiva, in cui lo stato è governato da comuni cittadini estratti a sorte. Era il principale metodo di governo dell’antica Atene, così come di molte città-stato italiane del primo rinascimento. Al contrario delle elezioni, le quali erano conosciute per la loro tendenza ad avantaggiare la classe aristocratica, il sorteggio estirpava alla radice il rischio che individui con troppo potere e carisma potessero facilmente ignorare i reali interessi delle classi più deboli. Esempi storici del suo uso però sono rari e poco studiati. Ancora oggi, nonostante la vistosa crisi di credibilità della classe politica, non ci sono virtualmente discussioni sull’argomento e le informazioni che una persona interessata può trovare sono carenti. È per cercare di colmare queste lacune che abbiamo creato questo sito.

Ci sono molte ragioni per credere che il sorteggio, se usato in modo corretto, abbia le potenzialità di risolvere molti dei problemi e delle contraddizioni di cui soffrono le attuali democrazie e di rendere il popolo realmente sovrano. In una demarchia ogni cittadino, indipendentemente da razza, sesso, religione ed estrazione sociale, ha la stessa probabilità di essere sorteggiato e poter dare il proprio contributo alla società. È un sistema in cui gli interessi dei singoli cittadini, indipendentemente dalla provenienza, valgono veramente qualcosa, dove sono loro a prendere le decisioni. In modo diretto.

Nelle democrazie attuali, al contrario, il potere dei cittadini è solo simbolico. Trasmesso ai rappresentanti che poi, il più delle volte, seguono gli interessi propri, di chi li finanzia o di chi in un modo o nell’altro ha il potere di farli rieleggere. Questi interessi purtroppo corrispondono solo raramente a quelli degli elettori, che hanno informazioni e scelte di voto troppo limitate per poter veramente influenzare le decisioni prese.

Se inizialmente l’idea di lasciare al caso scelte così fondamentali può sembrare assurda, questa preoccupazione risulta infondata di fronte a un’analisi più approfondita. Come è descritto con maggiore dettaglio in questo articolo, la legge dei grandi numeri ci dice che un organo sorteggiato, se sufficientemente numeroso, rispecchierà le opinioni della popolazione con buona approssimazione. Verosimilmente molto di più di quanto non avvenga nel caso di un organo eletto, visto che anche il risultato del voto è influenzato da numerosi fattori casuali, i quali pur essendo anch’essi molto imprevedibili sono, in parte, manipolabili.

Un’altra frequente preoccupazione riguarda le inadeguate competenze del cittadino medio nelle materie sulle quali si troverà a prendere decisioni. Il cittadino sorteggiato dovrà appoggiarsi ad esperti esterni per guidare le proprie decisioni. Questo avviene, o dovrebbe avvenire, anche per i politici attuali oltre che per i cittadini, i quali votano un politico del cui operato e giudizio si fidano, almeno idealmente. Se di democrazia si vuole parlare però, in ultima istanza, dovrebbe spettare solo al popolo (o a un loro campione rappresentativo, che potrà avere più tempo e risorse a disposizione per una decisione informata) la decisione ultima se seguire o meno il consiglio di questi esperti. In caso contrario la storia e la cronaca quotidiana ci insegnano che gli “esperti” useranno il proprio potere (conoscenza) non per perseguire gli interessi dei cittadini, ma solo per perseguire i propri. (Questo articolo affronta il problema della competenza in modo più approfondito).

La demarchia è quindi un sistema perfetto che risolverà tutti i nostri problemi? Forse no, ma solo una discussione schietta e una analisi approfondita e plurale potrà svelarci qualcosa sulle sue reali potenzialità. La realistica possibilità che possa veramente funzionare meglio, che possa riuscire a risolvere anche solo alcuni dei problemi strutturali che affliggono le attuali democrazie, dovrebbe essere motivo sufficiente per non lasciare che il tema rimanga inesplorato.

È per questo che sono state create queste pagine. Per cercare di raccogliere informazioni e stimolare il dibattito. Perchè ci sono, secondo noi, buone ragioni per sperare.

(Questa introduzione è una bozza che probabilmente subirà ancora modifiche).

Democrazia diretta

La democrazia diretta può essere vista come la forma di democrazia più pura e, insieme al sorteggio, è stato il principale strumento di governo della prima democrazia della storia, quella ateniese. In essa sono veramente i cittadini a decidere, votando per ogni misura che viene presa. Non è un sistema privo di difetti, ma da un punto di vista simbolico è il sistema più vicino all’ideale democratico.

La demarchia e la democrazia diretta hanno molto in comune, esse condividono molte caratteristiche, molti pregi e molti difetti. È quindi utile analizzare nel dettaglio questo legame, anche perché molto è già stato scritto sui vantaggi e gli svantaggi della democrazia diretta.

Far partecipare direttamente i cittadini in politica è un’idea relativamente popolare, mentre della possibilità di un governo di sorteggiati non parla nessuno. Eppure la maggior parte dei pregi di una democrazia diretta vengono ereditate dalla demarchia. I sorteggiati, come abbiamo mostrato, avranno opinioni rappresentativi di quelli di tutta la popolazioni, per cui le decisioni prese saranno quelle che prenderebbe la popolazione con un voto diretto, con l’unica differenza che i cittadini scelti avranno più tempo e risorse per informarsi, potendosi dedicare al loro compito a tempo pieno. Potrebbero cambiare idea dopo essersi informati meglio, ma ciò significherebbe che anche il cittadino medio, se fosse stato messo in condizioni di informarsi, avrebbe cambiato idea. Questa possibilità di informarsi è fondamentale, perché far votare a tutti i cittadini per il grande numero di questioni che riguardano uno Stato porta il rischio di voti dati senza la necessaria informazione sugli argomenti trattati. Anche nel caso in cui i cittadini o i sorteggiati tendessero ad affidarsi all’opinione e all’indicazione di voto di persone o movimenti di cui si fidano, avere tempo per poter meglio giudicare questi consigli è cruciale.

In modo simmetrico, le critiche fatte contro la demarchia per la maggior parte possono essere mosse contro la democrazia diretta. La mancanza di competenze che viene criticata nei sorteggiati può essere facilmente estesa a tutta la popolazione, come ho scritto precedentemente però ne soffre altrettanto una democrazia elettiva. L’unico modo in cui potrebbe non soffrirne è la presenza di poteri non soggetti a controllo democratico, questi poteri però difficilmente faranno il bene del popolo (l’articolo che ho scritto a riguardo può essere facilmente riscritto sostituendo demarchia con democrazia diretta). In ognuno dei metodi di governo il cittadino può decidere di appoggiarsi ad altri che considerano competenti, ma la presenza di un limitato numero di sorteggiati temporaneamente dediti a tempo pieno alla politica significa che, in una demarchia, la possibilità di controllare e valutare correttamente l’opinione di questi esperti sarà molto maggiore.

Mi vengono in mente anche alcuni vantaggi della democrazia diretta di cui la demarchia non gode. Il primo è simbolico, avere i cittadini che decidono direttamente rende apparente che il potere sia in mano ad essi. Il secondo segue dalla partecipazione, tutti i cittadini si trovano a doversi chiedere quali siano le decisioni migliori per il paese e a doversi informare almeno un poco. Questo potrebbe portare a una società più responsabile, più informata e con un maggiore senso di appartenenza allo Stato. In particolare nel caso di un sistema misto avere una forma di democrazia diretta può aiutare i sorteggiati a partire più informati sulle questioni di governo, nel momento in cui iniziano la loro carica. Infine è molto difficile corrompere l’intera popolazione, è molto più facile comprare decisioni se è sufficiente pagare o ricattare un numero limitato di persone. Credo però che ci siano modi per contrastare questo rischio e, come ho intenzione di descrivere in un futuro articolo, credo che sia molto più difficile combattere il fenomeno in un sistema in mano una “casta” di politici di professione.

Si può notare come la democrazia diretta sia un’idea molto più popolare rispetto alla demarchia. Il referendum viene considerato un’istituzione sacrosanta dai più, ma prova a menzionare a qualcuno l’idea di tirare i politici “a caso” tra la popolazione e, nella migliore delle ipotesi, vieni visto come uno che ha un po’ troppa fantasia. Spero che con il tempo l’idea del sorteggio possa venir presa maggiormente in considerazione, in particolare in ambienti favorevoli alle democrazia diretta, visto che con essa condivide molti tratti.