«Camera dei cittadini» sorteggiata: proposta di Michele Ainis sul Corriere

Segnalo che il 2 Gennaio è uscito sul Corriere della Sera un articolo a firma di Michele Ainis in cui il costituzionalista propone di formare una delle due camere tramite sorteggio. Elabora ulteriormente in un successivo articolo, in cui sembra ancora più convinto della sua idea. Data la discreta visibilità del pezzo è una buona occasione per analizzare la reazione del pubblico se confrontata con l’idea di un organo di governo sorteggiato. Sto ancora esplorando la reazione del web, ma sembra in generale positiva, l’articolo ha ricevuto 239 condivisioni su Facebook e si trovano diversi blog e siti di informazione che lo citano. La prima impressione è che, sebbene la proposta è generalmente vista come molto utopica e principalmente provocatoria, l’opinione di cui gode l’attuale classe politica è tale che qualsiasi alternativa è vista come potenzialmente migliore.

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All’estero?

L’idea di un Senato i cui membri sono estratti a sorte non nasce certo da questo blog, né dai suoi creatori. In altri paesi ci sono gruppi di persone che discutono di questi temi da ben prima di noi, riuscendo a creare gruppi di discussione come in Australia e pure dei movimenti di vera politica come in Inghilterra. Proprio qui è stato proposto il “Senate drawn by lot”:

http://www.guardian.co.uk/politics/2011/jul/31/public-jury-campaign-feral-elite

Senato estratto a sorte

Questo modello amministrativo prende spunto dal lavoro di Alex Zacaras, professore di scienze politiche all’università del Vermont (USA)[1].
Lo studio sopra citato può essere visto come una rivisitazione del modello già usato dai greci nella città stato di Atene. L’idea è semplice e relativamente di facile applicazione e consiste nella sostituzione di una camera di rappresentanti, il Senato, con una composta da cittadini estratti a sorte.I poteri del Senato saranno comunque limitati in quanto il suo scopo sarà quello di vigilare sull’operato della Camera. I membri saranno estratti tra i cittadini adulti e incensurati e riceveranno uno stipendio pari al doppio dello stipendio medio. Il potere del Senato si limiterà dunque al veto o all’approvazione delle leggi varate dalla Camera, composta invece da rappresentanti eletti. Le leggi verranno quindi ratificate dall’organo demarchico o selezionate per un ulteriore approfondimento. Nel secondo caso una comissione apposita verrà sorteggiata tra i membri del Senato e avrà il compito di studiare la legge nei dettagli attraverso l’ausilio di tecnici competenti in seguito al quale verrà redatta una relazione per tutti i membri del Senato che a questo punto voteranno, secondo propria coscienza, per approvare o respingere la legge.Il Senato così formato risulterà rappresentativo della popolazione, i suoi membri rispecchieranno politicamente quelli eletti alla Camera, ma non saranno organi di partito. Questo fatto non può che migliorare il livello di democrazia del sitema riducendo il potere dei partiti mantenendo però lo stesso assetto politico.Cito alcuni argomenti a favore e contro in parte presi dal sito newDEMOCRACY.
Tra i vantaggi c’è sicuramente quello dei costi della politica. A partire dallo stipendio dei membri del senato, ma tenendo conto soprattutto di tutte le risorse risparmiate nella campagna di propaganda e nelle votazioni. Poi vi è l’introduzione di un nuovo livello di discussione, più vicino al livello della gente comune e finalmente libero dai politicismi.
Tra gli svantaggi potrebbe esserci una carente motivazione delle persone in cariera o con famiglia ad accettare l’incarico. Si potrebbe obiettare inoltre che le persone estratte probabilmente non avranno le competenze necessarie per svolgere tale compito. Nel complesso, è difficile trovare forti argomentazioni contro.

Ci sono molti vantaggi che possono essere discussi, ma quello che che conta di più è l’introduzione di un organo demarchico al govero. Questo sistema rappresenta l’inizio di un cambiamento. Perché ciò avvenga sono necessarie molte condizioni, prima fra tutte l’informazione, al fine di rompere lo stato di apatia in cui si trova la democrazia, congelata al sistema elettivo come se fosse l’unica forma possibile. L’ingresso di un Senato estratto a sorte in un sistema elettivo rappresenterà anche il terreno di prova della Demarchia, il sistema che in linea teorica ritengo essere la miglior forma di democrazia, che storicamente non è mai (o quasi) stata applicata.

L’avvento di una Camera demarchica potrebbe essere molto in là a venire, ma non è detto,
il momento giusto sta arrivando, dovremo farci trovare pronti!

[1]. Zakaras, A. Lot and Democratic Representation: A Modest Proposal Constellations Vol 17, No.3, 2010 Oxford: Blackwell Publishing.