Dico la mia sul Partito Lotteria

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La viralità del Partito Lotteria ha dato improvvisa e insperata visibilità all’idea di usare il sorteggio in politica. Sebbene non sono i primi ad aver avuto l’idea di creare un partito i cui membri vengono sorteggiati, sono riusciti a mettere su un sito e un’organizzazione credibile e una campagna che apparentemente coglie l’interesse degli elettori, o almeno degli internauti.

557 “mi piace” su facebook in una settimana, sebbene niente di fenomenale, sono 20 volte quanti ne ha ricevuto la pagina di questo sito in un anno. Grazie al fatto che hanno linkato questo sito il traffico qua è impennato.

È una visibilità positiva? Oppure l’accento sull’aspetto goliardico rischia di mettere in cattiva luce l’idea del sorteggio? Il messaggio del sito è ambiguo, da una parte ci si può leggere che “il Partito Lotteria si ispira ai valori politici della demarchia. Crede che il governo del Paese debba essere garantito da cittadini estratti a sorte“, ma poco dopo si legge che “il Partito Lotteria nasce per migliorare la condizione economica dei propri eletti”, in questa direzione va anche il nome del partito. In più molti descrivono la proposta come provocatoria, secondo l’idea che qualsiasi cosa è meglio della situazione attuale. È un modo assai frequente di vedere il sorteggio, e mi dispiace perché non rende giustizia alle sue reali potenzionalità. Non sembra però una linea seguita dai fondatori del Partito Lotteria. Rimane dunque la prima ambiguità: maggiore democrazia o concorso a premi? È vero, non sono necessariamente idee mutuamente esclusivi, ma quale è il messaggio che si vuole dare?

Anche se chiaramente io avrei affrontato un partito del sorteggio in modo diverso, penso che il fatto che la maggiora uguaglianza del sorteggio sia almeno menzionata sia positivo e mi auguro che abbiano tutto il successo possibile.

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Il Partito Lotteria, l’ultima provocazione?

partito lotteria

Di Barbara Barbieri:

Quali sono gli obiettivi del  Partito  Lotteria? Citiamo dal sito del partito: “L’obiettivo del Partito Lotteria è quello di garantire l’imparzialità assoluta degli organi di rappresentanza politica attraverso la scelta su base stocastica dei propri eletti” e sempre dal sito ecco il programma: “Ogni rappresentante del Partito Lotteria è libero di perseguire le proprie finalità personali e politiche senza alcun vincolo verso il partito e verso gli altri eletti. In particolare ogni rappresentante eletto è libero di non partecipare all’attività politica parlamentare”.

Insomma in quest’Italia dove la politica è diventata molte, troppe volte “un affare personale” e ci si è dimenticati, he fare politica vuol dire essenzialmente mettersi al servizio della cosa pubblica, un posto alla Camera o al Senato secondo il Partito Lotteria non si nega a nessuno e dato che spesso nell’ambito politico, ma anche in quello economico e pubblico del nostro Paese la meritocrazia è un principio di valutazione decisamente calpestato, il neonato partito i suoi candidati li sceglierà attraverso una vera e propria lotteria.

Trovo questa provocazione surreale assolutamente efficace. E’ inutile denunciare comportamenti scorretti e riempirsi la bocca di regole e principi che poi non si avverano mai. Se si vuole davvero che la politica non diventi una lotteria, occorre parlare meno e agire di conseguenza.

Una provocazione molto efficace!  Ma é solo questo?

Non si vorrá mica che la politica diventi una lotteria! O forse si? Il principio dell’ uso del sorteggio in politica puó suonare strano, ma spero che questa provocazione porti le persone a ragionare seriamente sulle potenzialitá di questo strumento e non a considerare il sorteggio utile solo per la lotteria!