Professione: Politico

Sulla scia delle riflessioni fatte per determinare in che modo il sorteggio possa contribuire a migliorare la politica, vi é un aspetto che non é stato enfatizzato né nel workshop né negli scritti precedenti ossia: la politica, é una professione?

Si tratta di un aspetto che mi riguarda personalmente essendo io stesso un “non esperto”, spesso mi sono chiesto sulla base di quali competenze specifiche potessi esprimermi. É una questione che ha a che fare principalmente con due dei fattori che ho elencato nella lista del precedente articolo, ossia la partecipazione e gli effetti psicologici. Di fatto é opinione comune (tra i cittadini) che la politica sia e debba essere condotta da persone qualificate, esperti in politica. La politica é quindi una professione?

No. La politica non é una professione. Per vari motivi, ma piú in generale perché al politico non sono richieste competenze particolari ma solo un’integritá di pensiero tale da garantire la difesa dei propri interessi e nel caso fosse eletto quella dei suoi elettori. Il sistema elettorale peró porta erroneamente le persone a credere che esistano degli esperti in politica in quanto al momento del voto (idealmente) l’elettore vota in funzione delle opinioni dei candidati ma anche delle loro “competenze”, spesso millantate.

Il sorteggio romperebbe questa errata percezione coinvolgendo direttamente l’intera cittadinanza ed eliminando cosí la figura del Rappresentante Politico.

Advertisements

Informazioni su tho86lmb

student

4 thoughts on “Professione: Politico

  1. Fela Winkelmolen scrive:

    Più che chiedersi se “la politica è una professione”, che non mi sembra una affermazione molto chiara, io mi chiederei che ruolo abbiano e dovrebbero/potrebbero avere i professionisti nel governo della società.

    Per rispondere alla alla domanda può essere utile chiedersi prima che tipo di competenze e caratteristiche sono necessarie per mettere in atto decisioni politiche. Provo a fare una lista

    (1) Servono competenze nei vari campi, per capire quale conseguenze hanno le varie azioni, per cui servono competenze in climatologia, economia, sociologia, politica estera, scienze, ecc.
    (2) Servono capacità di organizzazione e collaborazione, per far lavorare insieme tutti i vari attori in modo efficace
    (3) Serve la capacità di scrivere buone leggi, una volta decisa la direzione da prendere
    (4) Da ultimo, ma certo non meno importante, c’è bisogno di conoscere la volontà popolare e soprattutto è necessario che essa venga rispettata

    Ovviamente queste competenze possono essere divise tra più individui e organi.

    In ordine di competenza (1) abbiamo: esperti specializzati, esperti generici come possono essere politici di professione, cittadini sorteggiati e cittadini qualsiasi. Nel caso dell’uso delle prime due categorie si ha il problema di dover conciliare le competenze con la volontà popolare (4): chi sceglie gli esperti? Se ci sono più opinioni contrastanti di chi ci si fida? Un tentativo di risolvere il problema sono le elezioni (cittadini qualsiasi+politici+qualche esperto votato direttamente o che consiglia i politici) con i problemi che tutti sappiamo, in particolare la sovranità popolare è molto debole. L’idea nell’usare il sorteggio è che siano i sorteggiati, a conoscenza dell’opinioni degli esperti, a prendere direttamente le decisioni.

    (2) è in parte determinato dalle procedure varie, inoltre possono esserci dei ruoli terzi, anche se bisogna assicurarsi che non abbiano troppa influenza sulle decisioni prese

    (3) può generalmente essere affidato a terzi

    Il politico attuale cerca di raccogliere tutte le competenze in se, anche se io metterei in dubbio che ci riesca. La realtà è che già ora ci sono figure specializzate che scrivono leggi o consigliano il legislatore in argomenti specifici. Quindi concluderei che il politico tuttofare dell’immaginario odierno è un modo poco convincente di risolvere il probleme, anche se non escludo figure professioniste in vari ruoli politici, in particolare in assistenza di un’organo sorteggiato che mantenga la piena sovranità.

  2. tho86lmb scrive:

    Sono in totale disaccordo con te.

    La questione che si pone é piú che chiara: la politica é una professione?
    Questo significa chiedersi se sia necessario o meno che i politici siano dei professionisti e come tali esperti in una moltitudine di materie, il che é impossibile!
    Ma in ogni caso la questione non si pone nemmeno in quanto io credo che i “decision maker”, ossia i membri delle camere, non debbano avere alcuna competenza specifica ma SOLO ed esclusivamente una “integritá di pensiero” che li porti ad essere attivi nella difesa dei propri interessi (o di quelli del proprio partito per un rappresentante eletto). Si potrebbe dire che essi non debbano essere dei politici ma dei normali cittadini.

    Per quanto riguarda i politici e la politica. Non credo affatto che siano professionisti che esercitano una professione anzi! Qualunque cittadino quotidianamente fa politica. Se poi fosse particolarmente interessato al bene comune allora puó anche diventare politico, per il semplice fatto che si espone direttamente per la promozione delle proprie idee.

    Per questo motivo trovo che il sorteggio sia lo strumento ideale per selezionare i membri del parlamento, perché non dovrebbe essere richiesto altro ai suoi membri di essere se stessi e basta.

    • Fela Winkelmolen scrive:

      Credo che hai frainteso quello che ho detto. Sono d’accordo con te che i decisori non debbano essere professionisti. Non dovrebbero essere politici come li conosciamo oggi (in realità sono disposto a considerare sistemi misti, ma è un discorso a parte). La mia motivazione è che non potranno mai essere veramente portatori del volere popolare. Tu a quanto ho capito motivi l’affermazione affermando che non servono competenze particolari per prendere buone decisioni politiche (dimmi se sbaglio!), io dico che competenze servono o sarebbero meglio, ma sono inutili se manca la rappresentatività popolare, e dico che possono essere usate compentenze esterne in supporto ai decisori.

      • tho86lmb scrive:

        Esatto.
        Io andrei anche oltre, cambiando il significato che comunemente viene attribuito alla “Politica”, l’arte di governare la societá.
        Trovo che tale arte sia molto complessa e che richieda caratteristiche particolari tali che nessun essere umano é in grado di esercitarla con reale competenza.

        Sono portato a pensare che il governo della societá debba considerare due fattori importanti: la “Rappresentativitá Popolare” e la “Competenza Tecnica”. Inoltre penso che per ottenere il miglior risultato possibile occorra distinguere i due fattori e considerarli separatamente.

        Personalmente vedo la Politica strettamente connessa alle opinioni delle persone, pertanto considero Politiche le scelte delle persone. Secondo la mia visione dunque i Politici dovrebbero essere i “Decision Maker” . Perché siano il piú democratici possibile, i gruppi di “Decisori” dovrebbero rappresentare il piú fedelmente possibile il popolo in tutto, dalle opinioni alle competenze.

        Invece considero l’Amministrazione della Societá un compito tecnico, dove pertanto sono richieste competenze particolari.

        Per concludere, una buona “Politica” dovrebbe considerare entrambi i fattori SEPARATAMENTE. Il primo si adatta benissimo all’uso del sorteggio mentre il secondo giá trovo sia meglio gestibile con un sistema elettorale o misto.

        Cosí messa, penso che anche tu concorda sulla mia esternazione: i politici non sono dei professionisti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...