Rappresentanza Descrittiva

Per “Rappresentanza Descrittiva” si intende la capacitá propria del “Sorteggio”di riprodurre ogni proprietá della societá all’interno del gruppo di rappresentanti estratti. É possibile dimostrare matematicamente tale capacitá grazie alla statistica. Ma andiamo oltre.

Perché dovrebbe essere cosí importante che i “decision maker” riproducano statisticamente le proprietá della societá? La risposta generale é che un corpo di “decision makers” che “riproduce” la popolazione nel suo complesso possa prendere decisioni che siano meglio relazionate all’intera societá. Ma quali sono esattamente queste relazioni? Come puó un individuo o un gruppo relazionarsi ad un altro in modo positivo. Le possibilitá sono le seguenti:

a) Sono come te.

b) Condivido i tuoi stessi interessi.

c) Rappresento i tuoi interessi.

d) Prendo buone decisioni.

e) Faccio quel che vorresti che facessi.

f) Faccio quello che faresti tu nelle stesse circostanze.

g) Mi hai scelto per prendere queste decisioni.

h) Mi hai autorizzato ad agire in tua vece.

Secondo alcuni ricercatori, nelle rappresentanze descrittive é possibile individuare molte buone relazioni tra i decision maker e la societá, tra cui anche quelle descritte, e quindi giustificare la ricerca di un sistema di rappresentanza descrittiva.

Personalmente trovo che l’intero ragionamento sull’esistenza e la ricerca delle relazioni tra i decision maker e la societá in realtá non abbia motivo di essere fatto. In realtá credo che il concetto sia molto piú semplice.

Ogni persona ha una sua unica personalitá, pertanto é impossibile che esista un perfetto rappresentante. Inoltre quello che il rappresentante dovrebbe essere non é una riproduzione approssimata della volontá popolare ma un vettore autentico delle idee, della cultura e di tutte le proprietá della societá, cosa che al momento i rappresentanti non sono . Per questo motivo credo che sia importante che la societá sia dotata di una rappresentanza descrittiva, perché quello che i rappresentanti dovrebbero rappresentare non sono le persone, ma le loro idee!

Annunci

Panacea

In questo articolo vorrei esporre una mia preoccupazione circa il modo in cui lo “strumento Sorteggio” é percepito sia da coloro che da anni ne studiano le caratteristiche sia da coloro che invece (magari incuriositi dagli articoli di questo blog) cominciano a ponderare seriamente l’uso del sorteggio in politica. Il sorteggio non é la panacea di ogni male.

Con questa affermazione intendo chiarire alcuni aspetti dell’ampio discorso che inevitabilmente si crea quando si fa riferimento all’uso del sorteggio in politica. Per prima cosa occorre tenere presente che il sorteggio é uno “strumento”, al pari delle elezioni. Il suo uso non presuppone per forza un miglioramento del sistema in quanto puó essere usato propriamente o impropriamente. Inoltre, per quanto potente da solo il sorteggio non basta a garantire la soluzione dei problemi che si prefigge di risolvere quali l’incremento della partecipazione, la riduzione delle possibilitá di corruzione ecc..

Per questo motivo trovo sia importante valutare i vari aspetti dell’uso del sorteggio non solo nella politica ma anche in altri campi in modo costruttivo e complementare e non esclusivo e sostitutivo.

Per ció che riguarda il miglioramento delle attuali istituzioni democratiche grazie all’uso del sorteggio, sono dell’idea che esso non possa essere inserito semplicemente a soluzione di particolari problemi. In poche parole non penso che possa risultare efficiente in un piccolo cambiamento ma che richieda il cambiamento delle condizioni nelle quali é inserito ossia un cambiamento radicale del sistema democratico.

Professione: Politico

Sulla scia delle riflessioni fatte per determinare in che modo il sorteggio possa contribuire a migliorare la politica, vi é un aspetto che non é stato enfatizzato né nel workshop né negli scritti precedenti ossia: la politica, é una professione?

Si tratta di un aspetto che mi riguarda personalmente essendo io stesso un “non esperto”, spesso mi sono chiesto sulla base di quali competenze specifiche potessi esprimermi. É una questione che ha a che fare principalmente con due dei fattori che ho elencato nella lista del precedente articolo, ossia la partecipazione e gli effetti psicologici. Di fatto é opinione comune (tra i cittadini) che la politica sia e debba essere condotta da persone qualificate, esperti in politica. La politica é quindi una professione?

No. La politica non é una professione. Per vari motivi, ma piú in generale perché al politico non sono richieste competenze particolari ma solo un’integritá di pensiero tale da garantire la difesa dei propri interessi e nel caso fosse eletto quella dei suoi elettori. Il sistema elettorale peró porta erroneamente le persone a credere che esistano degli esperti in politica in quanto al momento del voto (idealmente) l’elettore vota in funzione delle opinioni dei candidati ma anche delle loro “competenze”, spesso millantate.

Il sorteggio romperebbe questa errata percezione coinvolgendo direttamente l’intera cittadinanza ed eliminando cosí la figura del Rappresentante Politico.

Come puó il sorteggio contribuire a migliorare la Politica?

Cito direttamente un punto di discussione affrontato nel Workshop di Dublino ossia in che modo puó il sorteggio migliorare la Politica? Di seguito riporto le caratteristiche inizialmente considerate piú importanti che sono state in seguito esplorate piú approfonditamente:

a) Rappresentanza descrittiva, ossia la capacitá del sorteggio di riprodurre un “mini popolo” che rispetti fedelmente in modo statistico la popolazione.

b) Prevenzione della corruzione e/o dominio da parte di gruppi di potere.

c) Riduzione dei conflitti, ossia un mitigamento della competizione eccessiva.

d) Controllo degli estremismi politici.

e) Giustizia distributiva, ossia uguaglianza.

f) Partecipazione.

g) Rotazione. Punto questo che non per forza é esclusivo del sorteggio.

h) Effetti psicologici, quali trasparenza del sistema e altri.

Questa lista é solo un esempio che puó dare uno spunto per alcune riflessioni sull’uso del sorteggio in politica. Essa puó essere vista come una serie di fattori che sono influenzati dall’uso del sorteggio in politica e che insieme ad esso possono contribuire a migliorare la democrazia attuale.

Un elemento che non fa parte della lista ma che trovo abbia un ruolo fondamentale ma che purtroppo non é stato affrontato nel workshop é l’informazione.

Trovo che questo punto sia molto importante, per questo meriterá un articolo a se ben ponderato, prossimamente.

Demarchia 1.0

A seguito del workshop che ho avuto il piacere di seguire “The Lottery as a Democratic Insitution” a cui hanno partecipato alcuni tra i piú attivi ricercatori nello studio dell’uso del sorteggio in politica, ho sentito l’urgenza di esprimere alcune idee che trovo fondamentali.

Occorre considerare che sebbene il sorteggio sia stato usato con successo in passato (basti ricordare i 200 anni in cui fu usato ad Atene) ad oggi sono pochi gli esempi pratici e altrettanto carente risultano anche essere le basi teoriche sulla quale si stanno concentrando gli sforzi dei ricercatori.

Nonostante ció, personalmente trovo che il “Sorteggio” per quanto potente, rappresenti solo uno strumento che da solo non é in grado di migliorare in maniera sostanziale la democrazia attuale. Pertanto trovo sia necessario ed importante esplorare quello che potrebbe essere il contesto piú auspicabile di “Democrazia” al fine di stabilire un “Obiettivo”, che per quanto generale crei la base sulla quale esplorare le proprietá del sorteggio. Ossia: usare il sorteggio a livello locale (piccoli gruppi) o nazionale (grandi gruppi)? In contrapposizione o insieme alle elezioni? Ecc.

Per questo motivo ho deciso di creare un video che desse un’immagine di come io penso debba essere una forma di democrazia auspicabile.