Il Sorteggio nel Rinascimento Italiano: La Brevia

Per dimostrare il proprio potere, i membri piú influenti della cittá erigevano torri sempre piú alte.

Uno dei due principali rami culturali che sono storicamente alla base dell’uso del sorteggio in politica è rappresentato da due schemi, la Brevia e lo Scrutinio, usati dalle repubbliche italiane del Rinascimento.

A differenza del primo ramo, quello rappresentato dall’esperienza di Atene tra il quinto e il terzo secolo AC, il contesto storico e politico di questo periodo è molto meno stabile, caratterizzato da rapidi cambiamenti di regime e forti divisioni politiche interne (fazioni).
In questo più difficile contesto il sorteggio è stato usato in diversi modi con diverse procedure per lo più in risposta a problemi particolari.

La Brevia.
era una forma di elezione indiretta attraverso la quale un ristretto gruppo di ELETTORI veniva scelto per mezzo del SORTEGGIO, i quali poi votavano le nomine per le varie cariche.
Fu una delle forme di elezione più usata nei comuni del nord d’Italia tra il dodicesimo ed il tredicesimo secolo DC.
In particolare la Brevia fu adottata dal POPOLO per la selezione del gruppo di elettori o anche per la diretta NOMINA delle cariche del Popolo stesso.

In questo periodo parallelamente al crescere delle attività mercantili e di artigianato vennero a crearsi i COMUNI. Essi nacquero dal consolidamento di queste nuove classi lavoratrici grazie a dei “patti politici” simili a dei giuramenti, fatti tra gli abitanti, i quali prevedevano il rispetto delle leggi e delle istituzioni nascenti al fine di facilitare il normale svolgimento delle attività della comunità. Il governo del comune era affidato dalla comunità a ristretti gruppi di abitanti particolarmente rispettati, in genere composti da mercanti e artigiani, chiamati “buoni uomini”. Con l’espansione dei comuni divenne necessario un più complesso sistema di governo. Nacquero così i primi Consigli, alcuni dei quali arrivavano a contare circa 600 membri, in alcune circostanze scelti attraverso la Brevia.
Ben presto peró, all’interno delle comunità vennero a formarsi delle fazioni, in genere guidate dalle famiglie più influenti, che portarono inevitabilmente a scontri e dissidi, intensificati dal conflitto tra Guelfi e Ghibellini.
La ricerca di un autorità imparziale in grado di risolvere i conflitti interni portò alla creazione della figura del Podestà. Egli gestiva temporaneamente il potere del consiglio in occasioni particolari quali le nomine delle cariche amministrative nonchè dei magistrati. Per garantire la massima imparzialità era assunto da un comune limitrofo.

Il Popolo.
Nonostante le misure adottate, le crisi di autorità si fecero più pressanti. La necessità, sentita dalle comunità di difendere le istituzioni dall’uso arbitrario da parte dei membri più influenti della stessa, portò alla nascita di un organo popolare dotato di una propria organizzazione, di propri uffici, statuti e la propria milizia; tale organizzazione di massa, che può essere vista come una forma di partito (anche se non inserito in un moderno contesto di confronto fra partiti), spesso in contrapposizione con le corporazioni dei mercanti e artigiani noché dei nobili, era nota come il Popolo.

Lo strumento naturale adottato dal Popolo per la sua organizzazione era la Brevia.
Il governo del Popolo era composto da un consiglio di circa 12 membri, chiamati anziani, e la carica era sottoposta ad una rotazione periodica ogni 2-6 mesi.
Nei comuni dove non governava il Popolo, il controllo era nelle mani del Signore, in genere un membro molto influente dell’elite mercantile che faceva leva sulle insicurezze dei cittadini (spesso fondate su minacce esterne) nonchè sul potere prevalentemente economico per detenere il potere, relegando il Popolo al ruolo di una non ufficiale opposizione.

Lo schema piú comune della Brevia prevedeva una combinazione di sorteggio ed elezione, detta anche elezione indiretta, in cui le nomine venivano estratte attraverso il ballottaggio e le elezioni erano tenute dagli estratti con ballottaggio segreto.
É importante notare come agli elettori-estratti fosse chiesto di giurare di votare in completa indipendenza e di non rappresentare in nessun modo altre persone o gruppi di persone. Per questo la fase di votazione veniva spesso fatta isolando gli elettori nel “Conclave”.
I “Partiti”, organizzazioni di pensiero allora chiamati “Intelligenze”, erano considerati pericolosi e per questo motivo erano vietati.
Vi sono in ogni caso scritti che fanno suppore che in certi casi, membri dell’artigianato facessero parte del governo esecutivo come corpo consultivo sotto il nome di “Priorati”.

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One thought on “Il Sorteggio nel Rinascimento Italiano: La Brevia

  1. […] cittadini estratti a sorte. Era il principale metodo di governo dell’antica Atene, così come di molte città-stato italiane del primo rinascimento. Al contrario delle elezioni, le quali erano […]

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