RappresentanzaRazionale: intervista.

Lettera a L’Unità

Anche se l’idea di usare il sorteggio in politica è ancora molto poco diffusa, qualche rara bozza di proposta c’è. Anche in Italia. C’è per esempio il sito RappresentanzaRazionale che contiene la proposta di sorteggio di Giovanni Gualtiero. Segue una breve intervista.

Ciao Giovanni, puoi dirci due parole d’introduzione su di te e su come ti sia venuta l’idea di un parlamento di cittadini sorteggiati?
Rimasto disoccupato, alla fine del 1999 cominciai ad interessarmi del problema di trovare/inventare un lavoro, fra le cose che mi passarono per la mente ci fu anche quella di mettermi in politica. Di qui a scoprire che c’era poco da fare, è passato poco. Dal PDS mi avevano già buttato fuori anni prima.

Però qui mi resi conto che le liste erano un mondo chiuso riservato a chi aveva possibilità nel partito — quello che tutti lamentano oggi dei parlamentari nominati. Prima ti nominava candidato il partito poi te la vedevi con gli altri nominati per meritarti il seggio. Calderoli, con la sua porcata ha solo permesso del sano risparmio.

Il sorteggio mi è venuto in mente perché permetteva di evitare le forche caudine dei partiti ed offriva un modo di costruire una democrazia con basi realmente rappresentative della gente. Avevo pensato anche ad altri meccanismi ma il sorteggio è il migliore ed il meno costoso di tutti.

Per dirla tutta ero convinto di poter lavorare in politica proprio su questa idea. Uno spazio per me lo avrei trovato nelle pieghe dell’avvio del meccanismo.

Come descriveresti la tua proposta di Rappresentanza Razionale?
Cittadini che si impegnano ad accettare l’incarico di rappresentare gli altri nel prossimo parlamento, con il mandato di rendere possibile l’estrazione a sorte del parlamento successivo.

Un elenco di cittadini che rinunciano al diritto di voto ma che accettano di essere estratti per fare i deputati. Chi non aderisce, volontariamente, riceverà la solita scheda elettorale e voterà i candidati che troverà nelle liste che saranno state proposte da cittadini, partiti, associazioni ecc.

Chi viene estratto dovrà sottoporsi ad corsi accelerati sulle regole e sulle tecniche parlamentari, poi entrerà in un parlamento dove sono presenti già quelli delle estrazioni precedenti, a cui potranno aggregarsi e con cui potranno confrontarsi. Un momento di praticantato fa bene a tutti.

Il piano d’azione?
Intanto la legge porcellum è perfetta. Una lista di cittadini che  aderiscono al sistema, qualche nome la primavera scorsa l’ho pure raccolto con un mini banchetto in città, poi alla vigilia delle elezioni si estrae un campione casuale rappresentativo, per collegio elettorale, e si propongono gli estratti agli elettori.

Per cominciare conto di andare in centro in una zona con WI-FI per raccogliere adesioni. Certo che da solo non andrò mai da nessuna parte. Spero sempre di poter coinvolgere qualche partito dove ancora ci sono persone che non cercano di ricavare un lavoro dall’attività politica.

La mancanza del voto di preferenza evita la propaganda personale che è deleteria alla casualità dell’ordine di estrazione. Un minimo di regole condivise, tra cui quella di creare un sistema elettorale centrato sull’estrazione a sorte, come momento di unificazione logica dei candidati.

Il cambio tra un sistema parlamentare e l’altro dovrà essere graduale. Una frazione di parlamentari, decisa per sorteggio, decade e viene sostituita dal primo gruppo di estratti, nel giro del tempo che copre una legislatura, tutti i deputati eletti escono ed entrano quelli nuovi. Mai più il parlamento sarà composto di soli neofiti.

Sei riuscito a conivolgere altre persone, quali sono state le reazioni?
Coinvolgere no, attenzione molta.

Ho troppa fantasia secondo i miei amici già impegnati in politica. I cittadini da me coinvolti nel discorso lo trovano utile per passare ad un sistema politico più decoroso.

Avrà un futuro?
Non credo che ci siano altre possibilità concrete.

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One thought on “RappresentanzaRazionale: intervista.

  1. tho86lmb scrive:

    Ciao Gualtiero,
    mi fa piacere scoprire che altri come me non considerano come “esclusivamente democratico” il sistema elettorale, ma vanno oltre alla ricerca di strumenti migliori per la creazione di una vera democrazia. Come te anche io penso che il Sorteggio sia lo strumento giusto.

    Ho letto la tua intervista, ho trovato interessante il tuo approccio all’idea e i tuoi progetti. Sarò critico, in modo costruttivo però. Vorrei chiederti come pensi di poter inserire questo strumento nell’attuale sistema?
    Se ho capito bene, vorresti lasciare la scelta al cittadino, votare o essere votato. Può essere un idea, ma come pensi di arrivare a quel punto? Non credo affatto che si possano trovare appoggi dalla “politica”(partiti, deputati, ecc..) di oggi.

    a presto

    Thomas

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