Democrazia diretta

La democrazia diretta può essere vista come la forma di democrazia più pura e, insieme al sorteggio, è stato il principale strumento di governo della prima democrazia della storia, quella ateniese. In essa sono veramente i cittadini a decidere, votando per ogni misura che viene presa. Non è un sistema privo di difetti, ma da un punto di vista simbolico è il sistema più vicino all’ideale democratico.

La demarchia e la democrazia diretta hanno molto in comune, esse condividono molte caratteristiche, molti pregi e molti difetti. È quindi utile analizzare nel dettaglio questo legame, anche perché molto è già stato scritto sui vantaggi e gli svantaggi della democrazia diretta.

Far partecipare direttamente i cittadini in politica è un’idea relativamente popolare, mentre della possibilità di un governo di sorteggiati non parla nessuno. Eppure la maggior parte dei pregi di una democrazia diretta vengono ereditate dalla demarchia. I sorteggiati, come abbiamo mostrato, avranno opinioni rappresentativi di quelli di tutta la popolazioni, per cui le decisioni prese saranno quelle che prenderebbe la popolazione con un voto diretto, con l’unica differenza che i cittadini scelti avranno più tempo e risorse per informarsi, potendosi dedicare al loro compito a tempo pieno. Potrebbero cambiare idea dopo essersi informati meglio, ma ciò significherebbe che anche il cittadino medio, se fosse stato messo in condizioni di informarsi, avrebbe cambiato idea. Questa possibilità di informarsi è fondamentale, perché far votare a tutti i cittadini per il grande numero di questioni che riguardano uno Stato porta il rischio di voti dati senza la necessaria informazione sugli argomenti trattati. Anche nel caso in cui i cittadini o i sorteggiati tendessero ad affidarsi all’opinione e all’indicazione di voto di persone o movimenti di cui si fidano, avere tempo per poter meglio giudicare questi consigli è cruciale.

In modo simmetrico, le critiche fatte contro la demarchia per la maggior parte possono essere mosse contro la democrazia diretta. La mancanza di competenze che viene criticata nei sorteggiati può essere facilmente estesa a tutta la popolazione, come ho scritto precedentemente però ne soffre altrettanto una democrazia elettiva. L’unico modo in cui potrebbe non soffrirne è la presenza di poteri non soggetti a controllo democratico, questi poteri però difficilmente faranno il bene del popolo (l’articolo che ho scritto a riguardo può essere facilmente riscritto sostituendo demarchia con democrazia diretta). In ognuno dei metodi di governo il cittadino può decidere di appoggiarsi ad altri che considerano competenti, ma la presenza di un limitato numero di sorteggiati temporaneamente dediti a tempo pieno alla politica significa che, in una demarchia, la possibilità di controllare e valutare correttamente l’opinione di questi esperti sarà molto maggiore.

Mi vengono in mente anche alcuni vantaggi della democrazia diretta di cui la demarchia non gode. Il primo è simbolico, avere i cittadini che decidono direttamente rende apparente che il potere sia in mano ad essi. Il secondo segue dalla partecipazione, tutti i cittadini si trovano a doversi chiedere quali siano le decisioni migliori per il paese e a doversi informare almeno un poco. Questo potrebbe portare a una società più responsabile, più informata e con un maggiore senso di appartenenza allo Stato. In particolare nel caso di un sistema misto avere una forma di democrazia diretta può aiutare i sorteggiati a partire più informati sulle questioni di governo, nel momento in cui iniziano la loro carica. Infine è molto difficile corrompere l’intera popolazione, è molto più facile comprare decisioni se è sufficiente pagare o ricattare un numero limitato di persone. Credo però che ci siano modi per contrastare questo rischio e, come ho intenzione di descrivere in un futuro articolo, credo che sia molto più difficile combattere il fenomeno in un sistema in mano una “casta” di politici di professione.

Si può notare come la democrazia diretta sia un’idea molto più popolare rispetto alla demarchia. Il referendum viene considerato un’istituzione sacrosanta dai più, ma prova a menzionare a qualcuno l’idea di tirare i politici “a caso” tra la popolazione e, nella migliore delle ipotesi, vieni visto come uno che ha un po’ troppa fantasia. Spero che con il tempo l’idea del sorteggio possa venir presa maggiormente in considerazione, in particolare in ambienti favorevoli alle democrazia diretta, visto che con essa condivide molti tratti.

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