Democrazia della demarchia

La Demarchia si basa su un concetto: la selezione della classe dirigente attraverso il sorteggio. Così come la democrazia di oggi, anche la demarchia è una forma di democrazia rappresentativa. La differenza fondamentale sta nell’uso della statistica. Apparentemente il nuovo sistema sembra essere meno democratico di quello attuale. Oggi è opinione comune che il “voto” sia sinonimo di democrazia, che l’unica via veramente democratica passi per le mani del cittadino attraverso le elezioni, ma non è così. La società è un organismo complesso, il suo comportamento è sensibile a stimoli molto spesso irrazionali ed è contemporaneamente condizionato da molti fattori, i mass media tra tutti. In quest’ottica, il “voto” sembra più un falso sistema di controllo, un ingranaggio di una macchina più grande che sfrutta l’immagine democratica del voto. I poteri in grado di influenzare la società non sono democratici, anzi, si trovano nelle mani di poche persone.

Secondo queste mie considerazioni quella di oggi sembra più una oligarchia. La realtà è ben più complicata, lo so, ma penso che tra le persone comuni si stia consolidando l’idea che il sistema così com’è non funziona e non solo, che a qualcuno stia bene così e non lo voglia cambiare affatto. Ne è dimostrazione il fatto che i “politici” sono insensibili a questi sentimenti. Come rappresentanti votati dal popolo, non sembrano rappresentare davvero il suo volere anzi, sembrano essere sempre più isolati dalla società comune, una classe a se. La mia opinione è che rappresentino l’anello di congiunzione tra la società e i suoi sfruttatori. L’esperienza di anni di “democrazia” ha dimostrato che sono l’anello debole, non in grado di reggere le pressioni da ambo i fronti, in special modo da parte di chi detiene il potere economico. Detto ciò, si incomincia ad intravvedere la forza della demarchia. Eliminando il rapporto tra la cattiva informazione, il voto, i rappresentanti del popolo, il governo dello Stato, la demarchia agisce direttamente su quel meccanismo che è oggi sfruttato per controllare i governi. Attraverso la selezione casuale mediante sorteggio dei rappresenti della società, i suoi membri sono direttamente chiamati a partecipare al governo della stessa. Essi non solo rappresentano la società, ma ne sono a tutti gli effetti dei membri. Come tali “vivono”  direttamente la società, ne comprendono le problematiche ed essendo scelti a caso non sono facilmente corruttibili.

Se oggi esiste una casta dei politici è proprio perché esiste il mestiere del politico. Che mestiere è quello del politico? Cos’è la politica? Ogni gesto anche piccolo che suppone una scelta, come comprare un giornale anzichè un altro, o una marca o l’altra o non comprare affatto è politica. Quindi tutti noi facciamo politica, in piccolo, passare ad un livello superiore non richiede competenze particolari (che oltretutto mancano ai politici di oggi), ma “solo” una forte integrità di pensiero, cosa molto più comune in un elettricista, pittosto che una barista o un ingegnere che in un politico. Il parlamentare, deve rappresentare quel pensiero che è suo come di tanti altri cittadini e basta. Le commissioni tecniche, attraverso dei tecnici con le competenze adeguate hanno il compito di fornire ai parlamentari informazioni ogettive e chiare. Il parlamentare è “solo” un decision maker. Quindi un sistema dove i cittadini decidono direttamente le scelte da attuare per il bene della società è meglio di uno composto dagli eletti di una casta. I dubbi sulla democrazia della demarchia ricadono dunque sullo scetticismo che riguarda il grado rappresentanza della cittadinanza non essendo direttamente coinvolta nella scelta del rappresentante. La risposta ad ogni dubbio è la statistica.

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Un possibile nuovo inizio

Ecco come mi immagino l’avvento di un Comune demarchico. E’ fantasia, immaginazione, ma è possibile. Chissà che qualche pazzo…tanti pazzi…

– Prima cosa creare la lista civica “Comune demarchico”.
– In secondo luogo occorre creare una piattaforma informatica a sostegno del sistema demarchico della lista. Per cominciare si potrebbe fare un sito modificabile come wikipedia, con un forum, organizzato per tematiche quali energia, rifiuti, turismo, trasporti e così via. I promotori della lista saranno i primi moderatori del sito e i primi organizzatori di eventi, in seguito verranno estratti periodicamente dei volontari tra gli iscritti.
– Potrebbe volerci del tempo per raccogliere un numero sufficiente di iscritti per avere un gruppo valido statisticamente e anche sufficiente numeroso e conosciuto da poter ricevere un numero sufficiente di voti per entrare in consiglio. Per questo motivo si potrebbe creare un consiglio demarchico sperimentale, per creare quello che oggi chiamiamo “governo ombra”, con lo scopo di testare il sistema di sorteggio ( ci sono varie modalità di sorteggio ) e rodare il sistema. In questo modo si potrebbe anche diffondere il concetto di demarchia, rendendo direttamente partecipi da subito gli iscritti che potrebbero in questo modo rendersi meglio conto delle capacità del sistema e pubblicizzarlo.
– Intanto nel laboratorio di idee attraverso il sito potrebbero cominciare a formarsi delle correnti di pensiero all’interno degli iscritti, con idee comuni e anche contrapposte. Alcune di queste proposte potrebbero finire in consiglio comunale, portate da membri di altre liste civiche o partitiche, sempre più povere di idee,  facendo pubblicità al gruppo della lista Comune Demarchico e stimolando i più interessati ad iscriversi e a partecipare alla vera politica.
– Potrebbe succedere che la lista abbia un numero sufficiente di iscritti da guadagnare un posto o più in consiglio comunale. A quel punto il consigliere sarà solo un portavoce dell’assemblea demarchica. La discussione in consiglio comunale non avrà più motivo di coinvolgere il consigliere della lista Comune demarchico, in quanto all’interno della sua lista già sono rappresentati i pensieri dei cittadini grazie al consiglio demarchico e alla statistica.
L’atteggiamento del consiglio demarchico in quello comunale per via del suo rappresentante Inizialmente potrebbe essere un pò più flessibile e sopratutto propositivo.
– Potrebbe succedere che nelle elezioni successive il numero di consiglieri comunali spettanti alla lista demarchica sia più elevato. A quel punto l’assemblea demarchica inizierebbe ad essere più costruttiva e decisa, limitando al minimo se non del tutto la discussione inconsiglio  comunale. Forte del voto in blocco dei suoi consiglieri la sua posizione inizierebbe a diventare importante.
– Potrebbe succedere ad un certo punto che la lista guadagni la magioranza dei consiglieri comunali. Sarebbe la fine di un sistema di potere basato su intrecci tra politica e potere e l’inizio per un vero comune demarchico. A quel punto i membri dell’assemblea demarchica non discuteranno alcun che in nessun modo con i rappresentanti delle altre liste imponendo le decisioni prese dall’organo demarchico.
– Infine si potrebbe sostituire l’assemblea demarchica a quella comunale.
Fatto, comune demarchico!

P.S.
Si potrebbe pensare che la rinuncia alla discussione all’interno dell’asseblea comunale sia una forzatura poco democratica. In realtà è necessaria a rendere reale la volontà dell’assemblea demarchica e a relegare a ruolo di portavoce il rapprensentante, che come tale per il principio di demarchia deve sparire per lasciare il posto al sorteggiato. Inoltre, occorre tenere conto che all’interno della lista Comune Demarchico non c’è una corrente di pensiero ma bensì tutte! non c’è ragione di pensare che un attuale elettore del PD piuttosto che uno del PDL di SEL o della Lega sia più portato degli altri ad iscriversi. Chiunque sia stufo della politica di oggi, qualunque idea abbia si iscrive e partecipa direttamente al dibattito sulla piattaforma informatica o semplicemente mette a disposizione il suo pensiero alla statistica.

Comune demarchico

In questo post cerco di immaginare come si potrebbe sviluppare il concetto di demarchia in quella che è la forma base dell’amministrazione di ogni stato, il centro della vita sociale e pubblica, ossia il Comune.Non è una scelta casuale, personalmente vedo l’avvento della demarchia come una rivoluzione. Nei fatti lo è in quanto consiste in un cambiamento radicale, ma è non è possibile pensare che possa prendere forma improvvisamente. Un possibile e probabile scenario è quello che vede una graduale applicazione del concetto a partire dalle forme più semplici di organizzazione, quali siti internet, social network, associazioni varie per arrivare, attraverso un processo di collaudo e accettazione, alla politica, l’obiettivo più ambito. Il luogo dove meglio si esprime la politica, quella che tocca più concretamente il cittadino, è proprio il Comune.

Da questo momento in poi sarà sottointeso il fatto che il progetto in questione richiede come fondamento una campagna d’informazione sui principi della demarchia, cosa affatto scontata in quanto è immaginabile una forte opposizione a questo sistema da parte di molti attori.

Le condizioni iniziali per l’instaurazione di un governo demarchico saranno le stesse che regolano la vita politica attuale, basata sui partiti politici e sulle elezioni.

Quindi il primo passo sarà quello di creare una lista civica, ossia un partito che porti in consiglio il sistema, per poi imporsi e imporlo al resto della politica comunale.
La lista civica, che chiameremo “Comune demarchico”, non avrà un programma condiviso dagli iscritti, ne una ideologia comune o alcun principio in particolare. L’unico concetto condiviso sarà la demarchia.
Coloro i quali si iscriveranno alla lista, lo faranno per vari motivi, primo fra tutti la convinzione delle potenzialità di un sitema demarchico. In secondo luogo la voglia di cambiare una classe politica, formata ormai da “professionisti” della politica che tendono a gestire il bene comune per i propri interessi. Infine per partecipazione. ( la Libertà, è partecipazione “Gaber”).
L’attività di propaganda che seguirà alla creazione della lista in vista delle elezioni comunali avrà il solo scopo di promuovere il sistema demarchico; non saranno favorite persone, correnti politiche, progetti comunali, siano essi meritevoli o no.

In questi termini la lista così come è concepita sembra non dare garanzia alcuna sulle prospettive future che i suoi iscritti prevedono per il comune, creando una falsa immagine di inadeguatezza che potrebbe spingere i cittadini a non votarla.
In realtà i primi aderenti alla lista e che rappresenteranno anche la maggior parte dei suoi votanti saranno proprio i suoi iscritti, che in linea teorica, a regime demarchico instaurato saranno il totale dei cittadini aventi diritto di voto.

Rimangono tante cose da chiarire.

Chi rappresenterà la lista in caso di vittoria di qualche seggio in comune?
Come è possibile avere dei rappresentanti che la pensino come me se non voto?
Quale programma? quali orientamenti? cosa faranno i rappresentanti scelti della lista?
Alcuni concetti generali rispondono a queste e ad altre domande.

L’organizzazione

La demarchia prevede la scelta dei “rappresentanti” attraverso una selezione casuale. Ma all’inizio, la lista Comune demarchico dovrà esprimere dei candidati. Essi saranno in realtà i rappresentanti dell’assemblea demarchica, selezionata a sua volta tra gli iscritti della lista e avranno il solo compito di riportare il voto deciso dal’assemblea.

I rappresentanti all’inizio verranno scelti tra gli organizzatori della lista, in seguito verranno scelti fra gli iscritti alla lista e infine fra tutti i cittadini.

Il consiglio demarchico (CD) non potrà contenere tutti gli iscritti ne tantomeno tutti i cittadini. I suoi membri saranno perciò estratti a sorte come detto prima, tra gli iscritti. Una volta formato il CD sarà l’organo decisionale inizialmente solo per la lista del “Comune demarchico”, in seguito sostituirà l’assemblema comunale.

La statistica vs votazione

La risposta a molte domande è sempre la stessa: statistica. Tutti sanno cos’è la statistica, se ne sente parlare sempre più spesso in ogni campo, ma non tutti sono consapevoli della forza della statistica e soprattutto di quanto sia democratica!
Attraverso delle votazioni, se esiste un pensiero comune tra i votanti, questo sarà quello più votato e prenderà forma grazie a dei portavoce, i rappresentanti. Allo stesso modo, se esiste un pensiero comune tra i cittadini, statisticamente i sorteggiati avranno a maggioranza lo stesso pensiero, ma non lo delegheranno a nessuno, lo rappresenteranno direttamente.
La differenza fondamentale tra i sistemi è l’efficienza. Il primo è facilmente corruttibile, dipende fortemente dalla forza dei candidati più che dalle loro idee, inoltre necessita di una forte campagna di promozione che oltre ad essere spesso fasulla e fuorviante, consuma molte energie e soldi. Tutto questo la statistica lo risparmia.

Le idee

Occorre che sia ben chiaro che le IDEE non hanno padroni, colori e tantomeno parti politiche. Troppo spesso si tende ad associare una certa corrente di pensiero o anche solo alcuni principi a partiti politici. Sbagliato.
E’ sbagliato pensare che la politica sia partitica, ordinatamente divisa in destra e sinistra, con idee e programmi di destra e sinistra e cosi via.
Le idee sono di chiunque le pensa e le condivide. Sulla base di questo, potenzialmente ogni cittadino, ma prima ogni iscritto alla lista, può avere un insieme di idee e pensieri unico, anzi quasi certamente lo avrà. Ma non sarà l’unico ad avere una certa opinione su una determinata questione.

La propaganda

Rimane da chiarire come verranno raccolte e fornite le informazioni sulle quali ogni cittadino e iscritto creerà e modificherà il suo pensiero.
Questo fattore non fa parte della demarchia di per se, la quale prevede solo la scelta dei candidati tramite sorteggio, ma è un elemento che qualunque amministrazione demarchica dovrà affrontare, in modi non per forza uguali.
Personalmente io la immagino così:
Ogni cittadino, avrà per vari motivi degli interessi particolari e probabilmente anche delle capacità e conoscenze molto vicine ai propri interessi, anche se non è detto. Sulla base di questi sarà spinto ad approffondire certi aspetti della politica piuttosto che altri. Se inoltre avrà a cuore questi temi, cerchèrà di renderli noti e di convincere con le sue tesi il pubblico. Questa è politica!
Inizialmente per organizzare meglio il sistema di informazione si potrebbe dotare la lista di un gruppo di volontari con il compito di organizzare incontri, dibattiti e tutto ciò che è necessario affinchè ogni iscritto e ogni cittadino sia in grado di informarsi in modo trasparente. Il punto è scottante in quanto la gestione dell’informazione è cruciale per gestire il potere d’influenzare le persone, per questo è necessario che i portavoce delle idee siano direttamente i cittadini interessati.
Inoltre è necessario fare in modo che la vetrina di questo “laboratorio” sia completamente trasparente. Per fare ciò può essere d’aiuto la tecnologia. Una piattaforma sullo stile di wikipedia con un forum all’altezza, gestita da personale volontario, pagato e ciclicamente cambiato può essere un’idea.

I partiti

E’ naturale che tra i cittadini non tutti avranno lo stesso carisma e in generale la stessa capacità di comunicazione. Per questo motivo immagino che attorno alle idee formulate nel “laboratorio” si creino gruppi di persone che condividono un determinato numero di idee, quelli che oggi chiamiamo “partiti”. Questi partiti, appoggieranno alcune delle idee espresse dai cittadini, creando dei “programmi” e dando un “orientamento” a questi. In questo modo favoriranno il dibattito sui temi da loro considerati importanti e in generale genereranno insieme al “laboratorio di idee”, l’opinione pubblica. Le stesse idee, gli stessi progetti potranno essere condivisi da altri “partiti”, in programmi con orientamenti diversi.
Il cittadino se interessato potrà partecipare direttamente al dibattito seguendo un “partito” piuttosto che un altro o formulando una sua corrente e più attivamente ancora mettendo in discussione le sue idee e le sue capacità nei “laboratori”.

Le differenze

Che differenza c’è allora? Le differenze ci sono e sono molto marcate. La politica, così come la intendiamo oggi è il potere. La politica, così come è stata concepita e come sono sicuro tutti vorrebbero che fosse, è dibattito, confronto, partecipazione, insomma tutto quello che non è quella odierna. Separare la politica (dibattito) dal potere è possibile solo togliendo il legame che c’è fra i politici e i governanti. La democrazia rappresentativa è uno strumento sicuramente democratico ma insufficiente. Così come si evolve l’economia, la tecnica il mondo in generale, anche la democrazia si deve evolvere, la demarchia è il futuro della democrazia.

In conlusione. L’articolo non chiarisce che cosa sia la demarchia ne cosa potrebbe essere un comune demarchico o come potrebbe formarsi. Ma l’obiettivo del post non è affatto chiarire! L’obiettivo è quello di incuriosire, stimolare. La confusione intrinseca delle mie idee penso sia di aiuto, chiunque veda cose belle o brutte tra le righe è invitato a scrivere!